Villa Coloreda.

Il nome Coloreda, Colle del lauretum, rimanda alle suggestioni naturalistiche del luogo, tra le spiagge della Versilia e le Alpi Apuane, tra colline coltivate e rocce spigolose. La villa, che sorge sulle prime pendici collinari, risale al XVII secolo, anche se alcuni elementi fanno ipotizzare una più antica origine, con funzione di ospizio per i pellegrini che percorrevano la via Francigena e la via dei Marmi. Pur completamente ristrutturata, la villa
mantiene i caratteri impressi dagli interventi sette e ottocenteschi,  col parco ricco di alberi secolari e di suggestivi episodi narrativi, con un teatro di verzura e il neoclassico Ninfeo di Flora. Pur vantando un contesto isolato nel verde, la villa gode di una posizione strategica, distando pochi km dai centri di Pietrasanta  e Seravezza, 6 Km dalle spiagge esclusive di Forte dei Marmi, 15 da Viareggio, 20da Torre del Lago Puccini, 45 dall’aeroporto internazionale di Pisa, 4 Km dall’autostrada A12.In poco tempo si raggiungono inoltre Lucca, Firenze, Massa, Carrara, Pontremoli, Le Cinque terre, luoghi ricchi di arte, di monumenti, di ville di suggestivi scorci paesaggistici..

Giardino e parco

Parco e giardino hanno assunto nel tempo un carattere composito, fatto di più paesaggi che si possono scoprire in successione. L’ originaria impronta paesaggistica che i Masini Luccetti hanno dato sull’onda di una moda introdotta in area pisana dai trattati e dalle opere di Alessandro Gherardesca, è stata confermata dal recente restauro che ha mantenuto l’impianto e l’enorme patrimonio arboreo, aggiungendo e riconfigurando solo alcune aree. L’intervento più consistente ha riguardato la parte antistante il palazzo, dopo l’abbattimento del secolare e gigantesco Cedro del Libano, perso definitivamente, nonostante le accurate terapie, messe a punto dalla ditta Dendrotec, di Alessandro Pestalozza, uno dei massimi esperti in arboricoltura.

“…ci trovammo in luogo, che senza muovere i piedi, col solo girar della testa vedevamo una valletta o giardino d’ Arcadia, un orrido della Svizzera, e un vasto prospetto del mediterraneo….”